Progetto laboratoriale Piccole guide (23.5.2025)

 

Venerdì 23.5.25 abbiamo incontrato in galleria cinquanta alunne e alunni (la classe 1° C elementare di Spoltore con 22 tra bambine e bambini, la classe 1° A elementare Spoltore con 20 elementi e la 1° e 2° elementare di Caprara con 8 bambini) nell’ambito del Progetto laboratoriale Piccole guide organizzato dalla Pro Loco Spoltore Terra dei cinque borghi. I piccoli visitatori, accompagnati dalla responsabile del progetto Roberta Rullo e dalle loro maestre, hanno partecipato con grande attenzione a un’esposizione narrata sulle differenze tra antico e moderno, con la possibilità di toccare con mano la differenza tra opere antiche e opere moderne, restaurate e da restaurare, per evidenziare il concetto di recupero.

Siamo convinti che alle solite discussioni sull’importanza della bellezza salvifica per l’umanità o sul ruolo dell’arte nella cultura, debba corrispondere quantomeno la realizzazione di un habitat adeguato dove proporre e manutenere questi concetti, partendo dai più piccoli, con modalità possibilmente originali ed efficaci; Bruno Munari sosteneva: “Io ho tenuto diversi incontri e conferenze a livello universitario, in scuole medie, in scuole elementari e adesso, finalmente, sono arrivato alla scuola materna. È lì che bisogna operare, altrimenti i bambini sono già condizionati a un pensiero distorto, a un pensiero chiuso; sono soffocati nelle loro possibilità creative e fantastiche. Quindi, se si vuole cambiare la società, è proprio lì che si deve operare per sperare in un mondo migliore fra qualche generazione.”

Ringraziamo pertanto Roberta Rullo e il corpo docente di queste bambine e questi bambini perché promotrici e promotori proprio di questo habitat, educatrici ed educatori come intendevano nell’Antica Grecia, protagonisti principali della vita di un bambino, un giovane, un uomo. Questi sono progetti molto interessanti anche per noi, che andrebbero resi strutturali per la loro importanza, ancorché inseriti in un contesto sociale purtroppo con altre priorità e obiettivi.

Benedetto Vertecchi, ordinario di Pedagogia sperimentale Roma Tre, sosteneva che “È necessario lasciare spazio alla (apparente) “perdita di tempo”, che ingenera “saperi e immaginazioni, costruiti sull’esperienza e sull’osservazione”; la creazione di una “cultura densa di elementi simbolici” che si costruisca attraverso l’inutilità, ossia attraverso acquisizioni che è del tutto improbabile possano essere direttamente impiegate per l’inserimento in attività produttive. La letteratura, l’arte, la storia e la musica sono espressioni preziose di una inutilità, utile per sviluppare le capacità non solo di minoranze favorite, ma dell’insieme della popolazione”.

 

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