Mauro Vitale
Mauro Vitale realizza opere d’arte che, in uno scatto, in un fotogramma, riescono ad essere ben più incisive di un trattato di sociologia e antropologia, perché, oltre ad avere la capacità di far comprendere l’idea, il messaggio, il progetto artistico preparatorio, raccontano in maniera estremamente dettagliata le storie, le vite di donne e uomini portatori di una cultura e di tradizioni che arrivano da molto lontano, sia nello spazio che, apparentemente, nel tempo. Osservare un’opera di Mauro Vitale significa necessariamente porsi in una condizione di ragionamento e confronto con sé stessi, per l’evidente dirompenza del messaggio; messaggio che ci propone, in maniera molto elegante, il confronto diretto con altre culture, altre abitudini, altri modelli sociali, altre vite che in molti casi sembrano arrivare da troppo lontano per poter essere attuali. Sono uno spaccato del nostro mondo, momenti apparentemente lontani dalle nostre quotidianità, pezzi di vite altrui, personaggi carichi di serenità, di quella serenità che la nostra parte del mondo ha dimenticato.
Abruzzese, già fotografo del Ministero della Cultura, ha curato la sezione fotografica ed editoriale nelle iniziative culturali e nelle mostre della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo e del MINISTERO DELLA CULTURA. Per sette anni (2007-2014), è stato il capo servizi fotografici della casa editrice Menabò con la quale continua a collaborare per la rivista “D’Abruzzo”.
Ha pubblicato libri (circa sessanta pubblicazioni) e guide escursionistiche che fanno uso della fotografia per indagare la natura, l’architettura, le tradizioni popolari, le manifestazioni della spiritualità. Attualmente è impegnato in diversi progetti transnazionali di ricerca sulle culture non ancora massificate: (“Ad ovest del sole” sottotitolo la civiltà rurale in Romania, Albania e Italia del sud tra presente e passato – “Civiltà troglodite”- Gli insediamenti trogloditi di Kandovan Cappadocia Matera Canosa Pennapiedimonte, “Montagne sacre “Abruzzo-Armenia dalla Majella all’Ararat “Terre d’origine”- interazione dei migranti magrebini nel Fucino).
Ha esposto i suoi lavori tra l’altro a: Roma (Museo delle civiltà e etnografico Luigi Pigorini “Archeofest”); Matera (Capitale europea della cultura-OPEN FUTURE- 2019 progetto “Popoli e Terre della lana”); Teheran (Nami Gallery of Artists “Le migrazioni di Nomadi Qashqai e Talysh”); Londra (Italian Cultural Institute London “Votivi ed ex voto”); Atri ( Museo Archeologico-‘Iran’ rassegna d’arte e cultura contemporanea Stills of Peace); Aurum di Pescara (Popoli e terre della lana); Chieti (Museo Nazionale della Civitella”I colori del Futuro”); Chieti (Museo Nazionale di villa Frigerj “Percorsi di uomini Percorsi di Fede”); Villetta Barrea-(Transumanza e Migrazioni); Francavilla al Mare (FIGLI DI ARTI MINORI-creatività artigiana e poesia nei gesti in terra d’Abruzzo); Villa Badessa-(Viaggio intorno all’uomo); Spoltore-(DIMORE); Francavilla al mare-Museo MuMi (“CHI” riflessioni sull’uomo contemporaneo).

























