Il mito del centauro: Centauromachìa e centaurismo – (21 aprile 2025)
In seguito ad approfondito studio e successiva analisi della Centauromachìa (Battaglia dei centauri ovvero Zuffa de’ centauri) – opera giovanile di Michelangelo Buonarroti rimasta incompiuta, da sempre conservata presso il Museo di Casa Buonarroti a Firenze, il cui calco in dimensioni naturali è esposto negli spazi della nostra galleria – abbiamo proposto un inedito punto di vista circa le motivazioni alla base delle scelta, da parte di uno dei maggiori artisti di tutti i tempi, di rappresentare la virilità maschile con opere anatomicamente “iperrealistiche”, frutto di grande maestria e di attente ricerche, opere divenute fondamentali nella Storia dell’Arte.
A livello tematico ci è parso interessante il parallelo con quello che Luigi Zoja ha definito centaurismo, regressione evolutiva della specie, risultato delle scelte dell’uomo contemporaneo laddove utilizza tutti gli elementi alla base del patriarcato per diffondere un’immagine di sé dominante e autoritaria, attraverso rappresentazioni di un ego sempre più alimentato da un narcisismo manipolatorio che, al suo apice, conduce a forme di violenza estrema nei confronti delle donne, in un contesto sociale apparentemente inclusivo rispetto alle scelte di espressione della sessualità ma culturalmente ancora impreparato ad accogliere al proprio interno una convinta uguaglianza che prescinda dal genere, dai generi.
Il mito del centauro accomuna questi due aspetti attraverso Arte e Sociologia, con l’indispensabile collante della Filosofia: da un lato scelta comunicativa, dall’altro cartina al tornasole dell’attuale società.
Ne abbiamo parlato in galleria il lunedì di Pasquetta davanti all’importante opera michelangiolesca, adeguatamente presentata in calco, coinvolgendo l’attento pubblico presente, proponendo al contempo la performance recitativa “senza titolo”, rappresentazione scenica realizzata dalla galleria come compendio necessario ad evidenziare la tematica affrontata. Le quattro scene interpretate hanno affrontato altrettanti momenti storici nella loro drammaticità.
EPISODIO 1
SCENA 1: Roma, interno di palazzo, 6 maggio 1611 (Artemisia Gentileschi, vittima di stupro)
SCENA 2: Roma, aula di Tribunale, 12 aprile 1612 (Agostino Tassi, stupratore di Artemisia Gentileschi)
EPISODIO 2
SCENA 1: Milano, interno di un furgone, 9 marzo 1973 (Franca Rame, vittima di stupro)
SCENA 2: Milano, commissariato di polizia e aula del Tribunale, marzo 1973 – febbraio 1998 (poliziotto, medico, giudice, avvocato nel processo per lo stupro di Franca Rame)
EPISODIO 3
SCENA 1: Nettuno, interno di una villa, 7 ottobre 1977 (Roberto Palombo, uno degli stupratori di Fiorella)
SCENA 2: Latina, aula di Tribunale, 26 giugno 1978 (avvocato Giorgio Zeppieri, difensore degli stupratori)
EPISODIO 4
SCENA 1: Fossò (Ve), in strada, 11 novembre 2023 (Filippo Turetta, assassino di Giulia Cecchettin)
SCENA 2: Venezia, aula di Tribunale, 3 dicembre 2024 – (estratto della Sentenza della Corte di Assise nei confronti di Filippo Turetta per l’omicidio di Giulia Cecchettin)











