Accendiamo il Medioevo – tappa di Spoltore

 

Abbiamo aderito alla 6° edizione dell’iniziativa Accendiamo il Medioevo, curata dall’Associazione culturale Pescara Tutela – con la direzione artistica di Federico Moccia e la direzione organizzativa di Licio Di Biase – ospitando i partecipanti in galleria domenica 23 febbraio 2025.

 

Si è parlato di arte nel contesto storico medievale, periodo dai forti tratti culturali (feudalesimo, Inquisizione, Purgatorio/istituto della penitenza), elementi che hanno influito pesantemente sulla struttura sociale, condizionandone tutti gli ambiti, compreso il mondo dell’arte.

Se da un punto di vista architettonico gli stili dominanti in gran parte del periodo (preromanico VIII-X secolo; romanico XI-XII secolo) hanno evidenziato la stretta relazione tra uomo e Dio attraverso l’intermediazione della Chiesa, con il gotico (XIII-XV secolo) l’accentuata verticalizzazione delle linee crea l’ideale prolungamento fisico verso Dio e l’arte diventa strumento di dialogo tra l’uomo e il suo Dio. Le opere pittoriche proponevano in prevalenza rappresentazioni escatologiche di grande impatto emotivo, come i Giudizi finali o le visioni apocalittiche, proprio per magnificare l’onnipotenza della figura divina, agendo nel contempo come strumento di controllo sociale, vero obiettivo finale.  Secondo l’impostazione della Chiesa, infatti, l’arte non ha un valore in sé ma è utile all’educazione morale e religiosa dei fedeli.

L’artista medievale è prevalentemente esecutore materiale dell’opera (artigiano) mentre la linea filosofica e l’impostazione artistica vengono imposte e coordinate dal committente (religioso e/o nobile). L’arte infatti era tra i pochi strumenti di comunicazione e divulgazione (l’invenzione della stampa avverrà nel 1450), pertanto strumento di condizionamento e controllo sociale; l’artista non era libero, né da un punto di vista artistico, né operativo/esecutivo (ben 19000 anni dopo l’arte libera e comunicativa delle grotte di Lascaux).

Con il Rinascimento (Umanesimo) la figura centrale diventa l’uomo e non più Dio; inizia una lenta operazione di conquista d’indipendenza delle arti figurative dalle influenze dei gruppi di potere (Chiesa e Stato). Inizia, non solo convenzionalmente, l’età moderna.

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