Gallerie fuoricatalogo presentano Aldo Laurenti, un artista contemporaneo (Napoli, 1932 – Pescara, 2016) che ci ha lasciato una serie di opere di pittura e scultura – con una rappresentazione informale, astratta, degli elementi concettuali – intrise di significato sociale, accentuato dal tormentato periodo storico che lo ha visto protagonista.
Molto interessante in particolare l’accento che l’artista napoletano pone sui concetti di “linea” e di “vuoto”. Rappresenta linee, non necessariamente parallele, che tendono a non incontrarsi mai; propone una scansione volumetrica fatta di spazi pieni e vuoti ma sono questi ultimi che gli interessano maggiormente. È del tutto evidente il parallelo che si può cogliere con la società di quegli anni (‘60 – ’70) intrisa di boom economico, crisi successiva, con le importanti turbolenze studentesche dove si era alla ricerca continua di una individualità che guardasse al presente – in un contesto fatto di scarsa chiarezza per il futuro – anche alla luce delle incertezze internazionali (crisi energetica e guerra del Vietnam in primis). Molte le attinenze con l’attualità.
Questo sperimentare continuo del nostro artista porta, nel nuovo millennio, ad una serie di grandi opere di pittura che analizzano la fragilità degli spazi costruiti e le incertezze legate a precarietà e disuguaglianze.
Il concetto di “vuoto” ricorre in tutta la produzione artistica di Aldo Laurenti, lasciando chiaramente intendere che da questi vuoti la società non riuscirà mai a liberarsi: il tempo cambierà forma, spazio, volume ma saranno sempre elemento di condizionamento. Le sue opere hanno funzione di analisi critica sociale e sono ancora attuali oggi. Quella di Aldo Laurenti non è un’arte ancorata al passato ma vivacemente proiettata verso il futuro.
