Albarello da farmacia, XVII-XVIII secolo

Albarello da farmacia databile tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento, prodotto dalla bottega Gentili di Castelli, attribuibile a Giacomo Gentili il vecchio (Castelli 1668 – 1713). cm 31 h x 22,5 d massimo.

 

La figura allegorica dell’Anima raggionevole e beata rappresenta una beata monaca ed è ripresa da un’incisione di apparato del famoso trattato Iconologia (edizione del 1603), scritto dal cavalier Cesare Ripa e pubblicato a Roma nel 1593. L’albarello faceva parte di un corredo farmaceutico, forse conventuale; l’iscrizione Mel Ros alla base indica il contenuto, uno sciroppo.  I decori floreali sono simili ad un albarello conservato al Museo capitolare di Atri (Te) con stemma francescano e ad un altro albarello, sempre di antica maiolica castellana, conservato al Museo Acerbo delle ceramiche di Castelli di Loreto Aprutino (Pe).

Bibliografia: i) V. Franceschilli, Le antiche ceramiche d’Abruzzo nel Museo Capitolare di Atri, Roma, 1976; ii) Giuliana Gardelli, L’Antica Ceramica da Farmacia di Castelli a cura di M. R. Proterra, Belriguardo, 2004; iii) Museo Capitolare di Atri, Atti 9° convegno di studio “Gaetano Bindi” sulla maiolica di Castelli, 22 aprile 2006.

 

 

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